Due chiacchiere tra umani e toscivághi

Nel mese del Natale che vide salire di nuovo il reflusso acido della pandemia da corona virus, noi toscivághi uscimmo di casa. Ci allontanammo dai luoghi che frequentiamo di solito, sconfinando oltre la riva del fiume che dal Falterona scende fino alla spiaggia aspra e incontaminata che voi pis[um]ani chiamate Gombo e che d’estate usurpateContinua a leggere “Due chiacchiere tra umani e toscivághi”

Toscivághi al faidate

“Avete il presepe con il marmo dell’angelo che spezza le catene?” chiese uno di noi agli addetti alle vendite che indossavano maglioncini in tinta e ci guardavano sfilare senza dire una parola.Scosse la testa un tizio che ricordo paffuto e pieno di capelli del colore della cenere, continuando a non proferir risposta e a fissarciContinua a leggere “Toscivághi al faidate”

Il quarto numero

Squilla il telefono sul mio tavolo. Una signora mi chiede se può venire da un comune non troppo distante per comprare il bue e l’asinello, e le luci colorate dell’albero di Natale. Ascolto rispettoso la signora che parla, ed è come rispondere incoscienti alle domande del prof senza neanche avere aperto il libro, perchè “tantoContinua a leggere “Il quarto numero”