Trovarsi

Il titolo mi ha tradito. Ho creduto scioccamente fino alla riga di chiusura che ‘mancarsi’ fosse un destino a venire, ciò che sta oltre l’epilogo, il bianco che prende corpo e di cui si riempiono le pagine dopo l’ultima. Questa in verità è la storia ordinaria e sublime di un incontro che la vita inContinua a leggere “Trovarsi”

Memoria

“Il giorno della memoria è un invito a ricordare, non obbliga nessuno a farlo, ma lascia una porta aperta per chi vuol sapere cosa è accaduto (Furio Colombo 2021).” E quando alla fine, fosse anche solo per sbaglio, tra la carta dei libri, nelle scene di certi film e documenti, dalla voce dei testimoni ancoraContinua a leggere “Memoria”

Del colonnello e altri personaggi a caso

Non vedo la strada, solo il ponte sospeso e le macchine che sfilano incolonnate oltre la finestra alle sue spalle. Lui parla di me e del mio lavoro che è buono ma non abbastanza. Non lo ascolto. Guardo fuori e conto le auto. Il sole si affaccia al vetro e inonda di luce gialla laContinua a leggere “Del colonnello e altri personaggi a caso”

“La strada” di C. McCarthy

“Prima di prendere sonno rimase sveglio a lungo. Dopo un po’ si girò a guardare l’uomo. Il suo volto rigato di nero dalla pioggia alla debole luce della lampada, come certi teatranti del vecchio mondo. Ti posso chiedere una cosa?, disse.Sì. Certo.Noi moriremo?Prima o poi sì. Ma non adesso.E stiamo sempre andando a sud.Sì.Per stareContinua a leggere ““La strada” di C. McCarthy”

Due chiacchiere tra umani e toscivághi

Nel mese del Natale che vide salire di nuovo il reflusso acido della pandemia da corona virus, noi toscivághi uscimmo di casa. Ci allontanammo dai luoghi che frequentiamo di solito, sconfinando oltre la riva del fiume che dal Falterona scende fino alla spiaggia aspra e incontaminata che voi pis[um]ani chiamate Gombo e che d’estate usurpateContinua a leggere “Due chiacchiere tra umani e toscivághi”

Toscivághi al faidate

“Avete il presepe con il marmo dell’angelo che spezza le catene?” chiese uno di noi agli addetti alle vendite che indossavano maglioncini in tinta e ci guardavano sfilare senza dire una parola.Scosse la testa un tizio che ricordo paffuto e pieno di capelli del colore della cenere, continuando a non proferir risposta e a fissarciContinua a leggere “Toscivághi al faidate”

Pablito

Lo sapete bene. La primissima immagine che vi si accende dentro è la vostra, in quel torrido pomeriggio di un luglio lontano quasi quarant’anni. Ricordate esattamente dove vi trovavate. Davanti a quale tv, chi vi stava seduto accanto e gli occhi che avete incrociato al primo gol, e al secondo, e poi a quell’ultimo cheContinua a leggere “Pablito”

L’ultimo saluto

Sono seduto vicino a Simone e dal mio posto non riesco a vederlo in faccia. Siamo soli nella stanza da qualche minuto, in un silenzio opaco, farinoso, contaminato da un’aria che si lascia respirare a tratti. Alzo lo sguardo al quadro sopra la sua testa. Una casa regale di collina è immersa nella penombra delContinua a leggere “L’ultimo saluto”

Libertà mancanti

Furono giorni terribili. Lo ricordo bene. Lo ricordiamo bene tutti, anche se noi toscivághi, gnomi della tribù nibelunga stipata da sempre sotto la linea sinistra del vostro fiume, dal Falterona alla sua bocca, restammo immuni al virus. Voi umani morivate invece, a centinaia, ogni giorno, negli ospedali e in quelle case di vecchi che siContinua a leggere “Libertà mancanti”

Io, Bizio, Diego e Luis

Si chiama come il Ciro patriota giustiziato a Modena nel 1831 per cospirazione contro gli Asburgo. Il ct della nazionale Luis Cesar Menotti rinunciò però all’idea romantica di portar con sè ai mondiali (poi vinti in casa dall’Argentina al cospetto del dittatore Videla e del portiere peruviano Quiroga) l’adolescente che già era un talento straordinario,Continua a leggere “Io, Bizio, Diego e Luis”