Il lago Baccio

Sale il sentiero nel bosco spesso di faggi. C’inerpichiamo fra ciottoli e pietre che si lasciano scansare a volte, oppure no. Oppure sono lì che attendono il nostro piede incerto per dargli uno slancio nuovo. Sale il sentiero, sempre più duro e vivo. Si prende il nostro respiro in cambio d’ossigeno. Il cielo di montagna,Continua a leggere “Il lago Baccio”

Dieci piccoli indiani

Dieci piccoli indiani. E non rimase nessuno.Agatha Christie, 1939 Poteva fermarsi al primo finale Agatha Christie, la storia sarebbe stata buona comunque. Non le è bastato però, ha inteso aggiungere il capitolo degli indagatori che brancolano nel buio con il sol merito di sbattere al buio anche noi lettori oramai a un passo dall’appagamento. LaContinua a leggere “Dieci piccoli indiani”

Alabama

Barbero l’ha scritto negli anni. Me lo immagino invece che travasa di getto il suo profluvio (e siamo già dentro l’ossimoro) a Speechnotes per il tramite della voce di Dick Stanton. Magari Barbero, mentre detta, va a sedersi sul dondolo come fa l’uomo in prima di copertina. E la voce di Stanton si scolora senzaContinua a leggere “Alabama”

4 novembre ’18 (di questo e di quell’altro secolo)

Sono trascorsi appena cento anni. Della Grande Guerra non è rimasto in giro nessuno che conosco. Neppure il comandante la 10^ compagnia del 3° battaglione, Brigata Sassari, che di me raccontò nelle sue memorie sull’altipiano. Il tempo è perfino peggiore della guerra. Non concede indennità di sorta e non salva la vita a chicchessia. NeancheContinua a leggere “4 novembre ’18 (di questo e di quell’altro secolo)”

Parco delle Cascine 3/6/22

Siamo dentro che non sono ancora le quattro. Il palco e questo prato largo che gonfia piano esploderanno fra qualche ora, quando il giorno, sfibrato dalla calura e da un sole bastardo che si fa vedere a tratti, ancora non avrà esalato l’ultimo respiro. Allora apparirà il vecchio appoggiato al microfono come ci si appoggiaContinua a leggere “Parco delle Cascine 3/6/22”

The joshua tree

Scrissi queste parole cinque anni fa in occasione del trentesimo anniversario della pubblicazione dell’album capolavoro che fu anche l’ultimo in studio della band irlandese. Quello che è venuto dopo conta quanto la discografia di The Buggles al netto di Video killed the radio star. Quando uscì The joshua tree avevo diciannove anni, affrontavo le ultimeContinua a leggere “The joshua tree”

Dublino

Abbiamo chiesto prima a Joyce. Stava ad un angolo di strada fra O’Connel Street e North Earl Street. Nel mezzo della città. Nutro un’ammirazione sincera verso di lui. Non ci ha negato neppure un selfie. Continuava a tenere la testa in alto e gli occhiali storti riversi su un punto che noi miopi di tuttoContinua a leggere “Dublino”

5/3/2022

La guerra. Le voci mi annodano la gola, la disperazione che infilza quelle voci. Che è disperazione di popoli. I treni stipati in partenza. Non sono orrore, mi dico. Cercano solo una via di fuga. Il sottofondo. Non suona una canzone dei Nottin Hillbillies, che ascoltavo (riascoltavo) dieci giorni fa quando il mondo era unContinua a leggere “5/3/2022”

Mattinata fiorentina

Era il settembre scorso. Il giorno resse per un po’ a nuvole larghe in un rettangolo di cielo che assomigliava a una pista di autoscontro. Poi il sole arretrò dinnanzi a quelle nuvole che si tagliavano la strada gettandosi addosso l’una all’altra come fossero pilotate da adolescenti perfidi e storditi. Uno strato d’aria grigia siContinua a leggere “Mattinata fiorentina”

La Cumparsita

All’inizio c’è bisogno del segnalibro. Poi si prende confidenza con gli uomini e le donne che popolano il racconto e del segnalibro si può fare a meno. L’uso non è quello suo solito, serve piuttosto come passepartout tra una vicenda e la successiva, e tenere a bada un certo disorientamento. In questa grande saga familiareContinua a leggere “La Cumparsita”